Acofiin, consulenza a passi piccoli ma sicuri

Cosa abbiamo fatto finora è perché
 
Abbastanza frequentemente riceviamo sul nostro sito richieste di informazioni su come fare ad iscriversi all’ormai costituito (ma non ancora operante) albo dei consulenti finanziari ex-art 18 bis del TUF. A tutte queste persone rispondiamo che siamo i meno adatti a dare indicazioni di questo tipo e per un motivo molto semplice: condividiamo la necessità di avere una regolamentazione di questa professione, ma non condividiamo il modo in cui oggi è stata realizzata.
I nostri interventi sono abbastanza rari, ma vogliono mirare al cuore delle questioni e non girarci intorno facendo cortine fumogene. Abbiamo già detto quali sono le ragioni per le quali non ci è piaciuto il modo in cui sono state sviluppate le indicazioni della direttiva europea ( vedi intervento del 25/01/2010, link http://www.acofiin.org/node/121) e forse ci torneremo sopra un’altra volta.
Quello che oggi invece ci preme di più è raccontare cosa abbiamo fatto e cosa stiamo proponendo, in maniera completamente autonoma, a chi vuole iniziare l’attività di consulente indipendente in investimenti finanziari o che la sta già svolgendo, ma sente di aver bisogno di un supporto in più.
La nostra prima indicazione è come si può svolgere questa professione in maniera del tutto legale, ma senza essere obbligati alla scelta costosa, molto costosa, e poco efficiente dell’iscrizione all’Albo. Vediamo solo per un momento perché la scelta delle Autorità regolamentatrici è caduta su questa configurazione: la nostra opinione è che fosse la necessità di poter mantenere la distribuzione dei prodotti finanziari e di conseguenza della consulenza finanziaria, in mano ai soliti noti. Creare una modalità di svolgimento della professione che fosse libera e raggiungibile da molti in vera e completa indipendenza, con un valore aggiunto notevole in termini di reali proposte d’investimento al cliente, era un rischio che il sistema non poteva permettersi. Ecco dunque la necessità di lacci e laccioli che poco hanno a che veder con la tutela dell’investitore. Tralasciamo, perché già ribadito, cosa significhi in termini di contenuti culturali per i risparmiatori avere una diffusione della professione sul territorio accessibile a moltissimi risparmiatori.
Tutto ciò premesso, Acofiin ha cominciato a domandarsi quale fosse la strada alternativa a questa imposizione venuta dalle lobbies e da coloro che nel sistema delle lobbies volevano infilarsi, in soccorso ai vincitori, perché avevano individuato dei nuovi spazi commerciali a discapito però della purezza della professione.
Quello che abbiamo svolto in questi anni è stato di cercare di fornire a tutti senza distinzione e soprattutto senza alcun tornaconto economico che non c’è e non ci sarà mai, gli strumenti e le indicazioni per poter operare in assoluta tranquillità e trasparenza senza conflitto di interessi.
Questi strumenti, noi li mettiamo a disposizione gratuitamente di chiunque intenda svolgere seriamente questa professione seguendo, ma soprattutto condividendo quelle che sono le nostre linee guida, la nostra strada maestra, compendiate nello statuto dell’associazione e in particolar modo nel codice deontologico.
Dobbiamo anche dire che se continuiamo ad essere una piccola associazione, lo siamo perché abbiamo deciso di non accogliere tra di noi chiunque ce lo richieda, ma solo chi opera ed agisce già secondo le strettissime regole etiche (parola che al giorno d’oggi può far ridere qualcuno) e professionali che ci siamo dati e che giorno per giorno continuiamo a verificare tra di noi. Non abbiamo avuto nemmeno una remora nel rifiutare molte candidature o addirittura di espellere e denunciare (cosa assai triste per noi) chi aveva tentato di usare la nostra associazione come paravento dietro al quale nascondere magagne passate, ma forse anche future.
Per questi motivi siamo fieri di non dovere chiedere niente a nessuno anche se siamo in pochi, ma siamo stra-convinti che ciò che è successo in ambito finanziario in questi anni recenti non potrà che favorire ed accentuare la nostra azione, perché crediamo che in Italia ci siano molti veri professionisti che hanno solo voglia di poter mettere la loro esperienza e le loro capacità al servizio dei risparmiatori e degli investitori come diciamo noi “in scienza e coscienza”.
Dunque noi stiamo svolgendo il nostro compito, mentre la scelta dell’albo si sta trascinando da anni tra le lungaggini di una politica che ben poco ha a che fare con gli interessi di operatori e pubblico. L’abbiamo già detto più volte: l’attuazione della direttiva Mifid così come realizzata ha tradito le aspettative sincere del mercato, di quel mercato non manipolato, ma vittima di manipolatori.
Le nostre iniziative corrono in maniera diametralmente opposta a quelle degli altri: come associazione Acofiin, non abbiamo nulla da vendere; le nostre risorse sono a disposizione di tutti e tutti i soci mettono a disposizione le loro. Non abbiamo una struttura commerciale che ci sorregge, ma abbiamo messo in opera alcune poche iniziative per noi molto importanti e che, guarda caso, ci sono state anche copiate. In primo luogo ci siamo dotati di uno studio legale che ci segue passo passo in modo da non incorrere in irregolarità durante lo svolgimento della nostra professione. Abbiamo ideato questo servizio principalmente per prevenire qualunque comportamento errato o non in linea con il modo in cui vogliamo svolgere la professione e non come tutela legale dopo qualche azione non corretta. Vogliamo che l’attività de nostri soci sia sempre inattaccabile anche sul piano pratico oltre che su quello etico. Questa opera di prevenzione di comportamenti errati anche in assoluta buona fede, è compendiato in un contratto tipo che abbiamo studiato con lo studio legale e redatto in maniera da tutelare fortemente anche il cliente. Torneremo magari in un altro momento anche su questo tema.
Il sito dell’associazione è un altro servizio a favore dei soci. Lo abbiamo pensato in modo tale che possa diventare per ciascun socio anche una vetrina di presentazione della propria attività, oltre che la semplice indicazione del nome e cognome. Sta al socio riempire di contenuti il suo spazio e curarne la completezza. Maggiore sarà il numero dei soci e delle presentazioni e maggiore sarà la possibilità per il pubblico di rendersi conto del tipo di consulente che cerca, perché proprio nella pluralità delle idee e dei modi di svolgere il proprio lavoro, sta la forza della nostra associazione: non chiediamo un modo standard di operare, ma solo di svolgere il proprio lavoro seguendo i criteri di eticità e professionalità che devono legare tutti i soci nella differenza delle loro individualità professionali.
 
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