Le qualifiche richieste per entrare nel progettato Ordine potrebbero non essere raggiunte da un grande numero di Promotori. Le idee di ACOFIIN in merito
Chi ha seguito i nostri scorsi interventi sul tema dell’applicazione in Italia delle direttiva MiFID, ha potuto notare come la nostra attenzione sia stata rivolta in particolar modo alla categoria dei Promotori Finanziari.
Per capire la ragione che ci spinge a sottolineare insistentemente questo tema bisogna aver presente l’ipotesi di modifica del D.L. 58/98 Testo Unico della Finanza attualmente in vigore. Questa proposta delinea con rigorosa chiarezza gli ambiti e le caratteristiche di due figure di operatori del mercato, una già presente e regolamentata e cioè quella del Promotore Finanziario, l’altra, di nuova istituzione, che è quella del Consulente Indipendente e che avrà un suo apposito Ordine Professionale. Tutto ciò è riportato nel Titolo II, capo I art. 18bis e art.31. Ricordiamo brevemente che questo ultimo articolo non fa che ribadire ciò che già conosciamo da tempo: il Promotore Finanziario è agente collegato e monomandatario per l’offerta fuori sede di prodotti finanziari. Il suo compito e quello di proporre i prodotti della sua casa mandante. Non ci interessa ora disquisire con chi surrettiziamente intende denominare i compiti imposti per legge al Promotore Finanziario come “consulenza”. Sappiamo solo che di questa distorsiva interpretazione, che tenta di tirare per la manica il legislatore, nella proposta di modifica al Testo Unico non ce n’è la benché minima traccia, anzi c’è semmai un’ancora più netta definizione dei singoli ruoli e compiti nel senso citato sopra.
Quale sarà dunque la portata di questa nuova regolamentazione per il Promotore Finanziario? Dobbiamo fare un piccolo passo indietro e ricordare quanto da noi già espresso precedentemente riguardo al futuro delle reti di vendita. Siamo del parere che esse saranno prevalentemente gestite da compagnie assicurative e che al loro interno il ruolo del Promotore Finanziario sarà solo quello del venditore, indipendentemente dalla professionalità e dall’esperienza acquisite negli anni. Non ci dovremo stupire se le metodiche e le politiche di vendita che verranno proposte (imposte) ai Promotori Finanziari saranno di stampo assicurativo, trasformando così radicalmente un contesto di usi ed abitudini più che trentennali nel campo della vendita di prodotti finanziari. Il primo impatto si vedrà sui guadagni che verranno allineati alla logica della vendita assicurativa di ben più lunga tradizione di quella finanziaria. Ci dobbiamo chiedere perché mai un Assicurazione dovrebbe remunerare in modo differente la vendita dello stesso prodotto da parte dei suoi distributori anche se hanno denominazioni diverse: sub-agente o Promotore Finanziario. La politica di distribuzione richiede un contenimento dei costi per spostare verso l’alto della catena gli utili prodotti; di conseguenza questa necessità verrà messa in atto equiparando le provvigioni al livello più basso.
Guardiamo ora l’importante elemento di novità e cioè quello della progettata istituzione di un Ordine Professionale. La direttiva MiFID riconosce, per la prima volta, la consulenza in materia di investimenti finanziari come attività a sé stante e che necessita di autorizzazione. L’Italia si appresta a regolamentare questa attività attraverso l’istituzione di un Ordine Professionale a tutti gli effetti. Solo ed esclusivamente i soggetti persone fisiche ( le persone giuridiche sono già regolamentate) iscritti a tale Ordine potranno prestare la consulenza in materia di investimenti. I criteri di ammissione a tale Ordine non sono al momento noti, ma abbiamo modo di ritenere che le modalità di acceso saranno assai restrittive ed in particolar modo i titoli di studio e la patrimonialità costituiranno due elementi invalicabili per un gran numero di potenziali consulenti nell’accesso alla professione, costituendo di fatto un vero e proprio collo di bottiglia attraverso il quale passeranno solo pochi eletti.
Una volta fatte tutte queste doverose premesse, mettiamone insieme i pezzi e formiamo quello che in termini giuridici si chiama un “combinato disposto” proponendo un caso teorico, ma non certo lontano dalla realtà, quello di un Promotore Finanziario dotato di professionalità, esperienza e considerazione da parte dei suoi clienti. Sente da tempo che potrebbe fare molto meglio il suo lavoro a favore dei suoi clienti e con maggior soddisfazione per sé stesso, ma ha molto spesso le mani legate da vincoli di vario genere (budget, contest, gamma prodotti) che non gli permettono di esprime appieno le sue capacità. In più sta mettendo in discussione dentro di sé la stretta correlazione guadagno = vendita che non ritiene adeguata alla sua professionalità mentre quello a cui aspira è invece la correlazione assistenza al cliente = concreto guadagno. Potrebbe giustamente ambire ad intraprendere la libera professione del consulente indipendente, ma a questo punto deve possedere i famosi titoli di cui sopra. Nel caso non li abbia sarebbe condannato a rimanere in una rete di vendita della cui logica, in molti casi, non si sente più partecipe. Per noi di ACOFIIN tutto questo non è giusto ed è uno dei motivi che ci hanno portato a fondare la nostra Associazione.
Noi riteniamo che professionalità e competenza, unite a comprovate qualità etiche, siano un patrimonio per tutto il mercato. Siamo convinti che ne beneficiano in primo luogo i consumatori che sanno di potersi rivolgere ad un professionista il cui compito è quello di tutelarli in quanto non sono soggetti ad alcun tipo di conflitto di interessi. La qualità del consiglio che il cliente riceve non sarà mai inficiata da considerazioni commerciali che altri soggetti possono avere e questo va esattamente nella direzione che la Direttiva MiFID richiede. Ne beneficia ulteriormente il mercato perché più saranno i professionisti in grado di salvaguardare i risparmiatori dalla sottoscrizione di prodotti di dubbia o nulla qualità e più ci sarà selezione tra i buoni produttori e i cattivi produttori, tra i buoni distributori ed i cattivi distributori. Una diffusa rete nazionale di professionisti indipendenti in grado di indirizzare in maniera più corretta il risparmio degli Italiani può contribuire alla riqualificazione ed al miglioramento della propensione al risparmio. Sono tutti scopi sociali di cui ci auguriamo il legislatore vorrà tenere conto. Sono questi solo alcuni dei motivi che ci spingono a dire che non possono essere esclusi dal novero dei nuovi consulenti indipendenti tutti quei soggetti, siano essi Promotori Finanziari o di provenienza bancaria, che hanno maturato significative, ricche e positive esperienze nei rapporti con i loro clienti. Non ci sentiamo di condividere l’umiliazione di quanti, dotati di ampia ed indiscussa professionalità, vorrebbero accedere alla nuova categoria e se ne vedrebbero invece esclusi perché non hanno avuto nella loro vita l’opportunità di accedere agli studi richiesti, o non hanno la qualifica giusta o ancora non sono sufficientemente patrimonializzati. Crediamo che i mesi di slittamento nell’approvazione del nuovo testo legislativo debbano servire anche per mettere a punto un’equa ed intelligente determinazione dei criteri di accesso alla professione, magari attraverso soluzioni differenziate, ma che non escludano quanti hanno conquistato sul campo titoli e meriti per dare un positivo contributo ai propri clienti ed al mercato italiano del risparmio.
Finora abbiamo invitato quanti sono interessati a questo tema a contattarci all’indirizzo e-mail
info@acofiin.org , ma oggi vogliamo fare di più. Vogliamo fare un altro invito a queste persone: parlatene con i vostri colleghi, confrontatevi sui fatti e non sulle chiacchiere di corridoio. Farete un favore a voi stessi ed ai colleghi che stimate professionalmente. Non abbiate paura di approfondire e di far approfondire le conoscenze che possono portarvi ad un cambio professionale di incredibile crescita e soddisfazione personale. Non eliminate a priori l’opportunità che vi viene data perché forse, molto più rapidamente di quanto ci sia dato supporre, non ci saranno più le condizioni per fare questo salto di qualità. L’Accademia è disposta ad organizzare con voi dei piccoli gruppi di studio tra colleghi per approfondire in maniera oggettiva questa materia.